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Non è questa l’Europa che sognavo!

In piena emergenza sanitaria l’Europa ha “abbandonato” l’Italia

Le crepe dell'Europa unita

Non è la prima volta che ci vengono voltate le spalle ad una nostra richiesta di aiuto. Per anni abbiamo dovuto affrontare da soli le emergenze degli sbarchi di immigrati sulle nostre coste. Per anni abbiamo dovuto elemosinare consensi per la gestione economica e politica interna, come se un popolo che elegge i suoi rappresentanti politici, con programmi propri ed idee proprie non fossero sufficienti. 

Sono un classe 1981 e sin da piccolo ho sentito parlare di Europa. Sin da piccolo ho immaginato l’Europa non come continente ma come comunità. Un insieme di Stati, di Paese, che affrontano insieme ogni tipo di problema: politico, economico, commerciale, umanitario, assistenziale, sanitario, istruzione e formazione, tecnologico e chi più ne ha più ne metta. Si è parlato per anni di una sorta di Stati Uniti d’Europa o qualcosa del genere, giusto per rendere l’idea. Ho immaginato un Europa unita nei valori, nelle ambizioni, nelle intenzioni. Ho immaginato un Europa come simbolo della democrazia del nuovo millennio, ricca di opportunità per tutti, dove non solo potevi muoverti liberamente senza confini, ma che anche le leggi fossero uniformate alla nuova realtà.

Due teste comandano in Europa

Germania e Francia alla guida dell'Europa.

Dal 2001, anno in cui è entrato in vigore la moneta europea (Euro) qualcosa è cambiato. In negativo. E non parlo solo del valore della moneta e del conseguente caro vita. Parlo del concetto di Europa. Oggi è tutto un interesse esclusivo di Francia e Germania, tanto che sono questi due Paesi a trattare accordi commerciali col resto del mondo. Sono loro che si prendono la scena a livello politico. Due grandi Paesi che guidano l’Europa non facendo l’interesse dell’Europa.

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La Francia è un Paese meraviglioso, con una storia che ha poco da invidiare all’Italia, anche se il prestigio in ambito artico è più per quello che si sono presi grazie a Napoleone Bonaparte che per meriti propri. La Germania ha la sua storia, ha il suo fascino. Di certo, le sue imprese nell’ultimo secolo (nazismo) non è una macchia che può andar via così velocemente. Eppure, con tutti gli errori commessi nella storia, questi due Paesi sono oggi la voce e spesso anche la mente di scelte discutibili in Europa. Grecia, Spagna e Italia stanno pagando a caro prezzo questa gestione politica. La Gran Bretagna ha preferito uscire piuttosto che continuare su questa strada.

Le colpe dell’Italia in Europa

Nessuno è esente da colpe. Nessuno di noi. Se il progetto Europa Unita sta fallendo è colpa di tutti. Anche di noi italiani. Noi che cerchiamo sempre la scappatoia, che abbiamo bruciato soldi, una montagna di soldi per incapacità di gestione, per infiltrazioni mafiose, per mazzette. Ci si sconvolge del caso “Roma Capitale” dimenticando che Roma è stata sin dalle sue origini illustri patria della corruzione. Dopo 2000 anni di storia, la Città Eterna, in questo, non è cambiata di una virgola. Ci ha abbagliato per secoli con la sua magnificenza, la sua immensa bellezza, la sua storia, il suo mito, nascondendo però il suo lato oscuro. E quanti altri casi simili ci sono in giro per l’Italia?

Allo stesso tempo, però, non è giusto che uno stato come la Germania abbia un potere così elevato rispetto a tutti gli altri, dopo aver sconvolto l’Europa per oltre mezzo secolo, facendo milioni di vittime, indebitandosi fino al collasso e non saldando un centesimo, si trovi oggi a dettar legge.

Europa vs coronavirus

In un periodo terribile come questo che stiamo vivendo, sovrastati da questa pandemia da Covid-19 (coronavirus), sapere che gli aiuti economici e sanitari arrivano dalla lontana Cina, mentre in Europa ci si chiude a riccio, arrivando ad impossessarsi anche di strumenti utili per gestire questo stato di allerta sanitaria, e che solo una denuncia pubblica su scala mondiale è riuscita a sbloccare la consegna di materiali sanitari destinati all’Italia, sa tanto di fallimento. 

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Se questa è l’Europa che ci aspetta nel prossimo futuro, per il bene di tutti, è necessario fare un passo indietro e tornare all’anno 2000 dove gli stati erano sovrani e l’identità nazionale aveva ancora senso. Se è questa l’Europa pensata dai padri fondatori, allora penso che ci sia stato venduto solo fumo da chi di dovere.

Non è questa l’Europa che sognavo da piccolo!

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